L'USL di Firenze ha aperto una richiesta di riconoscimento di malattia professionale per 5 macchinisti (2 di Roma, 2 di Livorno e 1 di Firenze).
Il tumore alla mammella colpisce in generale le donne ed è rarissimo nei maschi. A differenza di una serie di tumori che colpiscono le vie linfatiche e nervose che si sviluppano nel sangue (LEUCEMIE), nel cervello (gliomi) nelle vie ormonali (LINFOMI, seminomi, ecc.) e che possono avere origine da varie concause, il tumore alla mammella nel maschio è specifico dei campi magnetici. Per intenderci è come il mesotelioma (tumore alla pleura) per l'amianto che pur producendo altri tumori (al colon, alla laringe, alla pelle, allo stomaco, ecc. di più difficile e multiforme causalità) è indiscutibilmente quello specifico provocato dalle fibrille d'amianto.
Per questo la scienza medica dedica a questi tumori (definiti "finestra") particolari studi e ricerche. Il professor Cesare Maltoni, illustre scienziato di fama mondiale direttore dell'istituto RAMAZZINI di Bologna e primario oncologico dell'ospedale di quella città, da anni ha sottoposto, nel suo laboratorio situato nel castello di BENTIVOGLIO, un numero di topi - cavie all'esposizione dei campi magnetici. Le sue ricerche sono fra quelle più avanzate nel mondo così come le sue prese di posizione sono fra quelle più serie ed avanzate. Egli su una rivista scientifica medica internazionale ha dettagliatamente esposto un caso di "malattia professionale" di un macchinista di LIVORNO colpito da tumore alla mammella.
Fu proprio leggendo questo caso che col semplice "passaparola" ne abbiamo individuati 5. Con le loro cartelle cliniche siamo andati all'USL di Firenze (igiene e prevenzione sul lavoro) che esaminati i casi ha concluso con la richiesta all'INAIL per il riconoscimento di malattia professionale.
Voglio ricordare che la stessa USL aveva fatto rilievi sui locomotori dei valori di campi magnetici senza a suo avviso rilevarne una eccessiva gravità e concludendo soltanto con una richiesta di più approfondita ricerca epidemiologica sulla mortalità dei macchinisti dal 1960 in poi.
Di fronte però a questi 5 casi non ha potuto fare a meno di prendere atto della situazione e chiedere il riconoscimento di malattia professionale. In questi giorni l'INAIL sta rispondendo però negativamente agli interessati. La cosa non ci coglie di sorpresa ed era facilmente prevedibile considerato che l'INAIL non è solo "l'arbitro" ma anche l'istituto che deve pagare e fino a che non avremo sostituito "l'arbitro" di parte con un altro imparziale (USL) le richieste avranno sempre esito negativo.
Che fare allora?
Insistere ... raggruppare tutti e cinque i casi e ricorrere al magistrato.
Le leggi sull'elettromagnetismo e sui telefonini sono un po' arretrate ma non possiamo accettare di fare da cavie. Il ricordo della vicenda amianto che pur essendo accertata la sua cancerogeneità negli anni 70 ce lo siamo bevuti fino al 90 ci deve insegnare che non si può stare fermi.
Occorre muoversi subito!Gallori Ezio