Malattie Muscolo Scheletriche
tra il Personale di Macchina e Viaggiante
nelle Ferrovie



Da tempo si riscontra una congrua percentuale di casi di affezioni all'apparato scheletrico tra il personale, in particolare tra i macchinisti, a causa della tipologia del lavoro e dell'obbligata sedentarietà, in ambienti angusti e su sedili per nulla ergonomici, sottoposti a continue vibrazioni su tutti gli assi ortogonali. Di fatto, sino ai giorni nostri, si è viaggiato su macchine che avevano trespoli in legno, poi sostituiti da sgabelli con rivestimento plastico, spesso instabili e solo da poco, posta attenzione alla problematica, si sono adottate poltroncine atte ad eliminare o attenuare le cause di tali degenerazioni provocate prevalentemente da sollecitazioni meccaniche.
Va detto che spesso, particolarmente nei periodi invernali, il personale sovente bagnato dalla pioggia, parte come è sempre partito, per le località di servizio indicate dal turno e torna con gli stessi abiti bagnati al proprio domicilio.
In merito a questo problema, tuttora pressoché irrisolto, va specificato che oltre ai sedili non sono state adottate soluzioni idonee atte a rendere ottimale il comfort degli ambienti di lavoro, e comunque la partenza del treno è garantita, nonostante le condizioni logistiche siano quelle che sono, e lo spostamento sul territorio sia inderogabile per la natura del servizio svolto.
Le vibrazioni cui è sottoposto il personale, erano e sono molto forti e le sollecitazioni meccaniche, sono tali da ingenerare affezioni anche sui fisici più robusti e meno predisposti al danno.
In teoria, l'obiettivo ultimo sarebbe il raggiungimento del comfort offerto dalle Cabine di guida dei treni navetta, o meglio ancora ipoteticamente l'esser sospesi su un cuscino d'aria, ma oltre alla ricerca indirizzata prevalentemente sugli organi di sospensione, non ci risulta sia stata intrapresa azione alcuna.
A ciò vanno sommati i numerosi spifferi d'aria sempre presenti, d'estate e d'inverno, che completano il quadro della situazione.
Le soluzioni ultime al problema da parte delle Ferrovie, in caso di accentuata morbosità, sono la messa a terra del personale affetto e la sua sostituzione.
Pressoché impossibile è il riconoscimento come causa di servizio.
Per quanto attiene ai tempi di riposo, seppur dal 1914 la situazione sia andata migliorando, ultimamente questi periodi di sosta si vanno inficiando, non permettendo un adeguato recupero del sonno perduto, ne un recupero psicofisico consono alla natura del servizio svolto.
Concorrono alla manifestazione di tali patologie: sforzi repentini, spesso in condizioni disagevoli, al buio, su massicciate, e condizioni climatiche avverse.
Numerosi sono gli studi in merito condotti anche dal servizio sanitario delle stesse F.S., ma poco idonee le conseguenti soluzioni.

Dati specifici in merito alla patologia, sono reperibili presso l'ISPESL, l'ISTAT e il Servizio Sanitario F.S.
Si rammenta che il lavoratore è tenuto all'osservanza delle norme cautelari sulla sicurezza nei posti di lavoro e la trasgressione è passibile di punizione.

Roma 7/1/2001